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Pancho Pardi

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BIOGRAFIA

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FRANCESCO(PANCHO)PARDI

Sono nato a Pisa il 25 aprile del 1945. Ho vissuto dal ’51 al ’61 a Torino, dove mio padre Leo Pardi (Premio Balzan per l’Etologia nel 1989) teneva la cattedra di Zoologia. Dal ’62 vivo a Firenze. Laureato in Filosofia con una tesi in Antropologia culturale, sono stato borsista e ricercatore nella Facoltà di Architettura. Sono professore associato nella stessa Facoltà, dove ho insegnato Geografia urbana e regionale e insegno ora Analisi urbanistica. La mia attività di ricerca, nel Dipartimento di Urbanistica e Pianificazione del territorio, si è rivolta negli ultimi quindici anni allo studio del paesaggio e alle relazioni tra i suoi caratteri geomorfologici e storici.

Nel gennaio 2002 sono stato tra i promotori della prima imprevista manifestazione italiana per la libertà d’informazione e l’autonomia della giustizia, attaccate dal governo di centrodestra. Pochi giorni dopo, invitato al raduno dell’Ulivo a piazza Navona, ho dato voce al generale sentimento di critica alle insufficienze dell’opposizione.




Alla fine di febbraio sono intervenuto al Palavobis di Milano dove quarantamila cittadini arrivati da tutta Italia hanno testimoniato la crescita del movimento. A Firenze, insieme a Paul Ginsborg, ho discusso con D’Alema la necessità di un’opposizione più intransigente. Sono tra i fondatori del Laboratorio per la Democrazia, la cui attività, esercitata su numerosi temi sociali e politici, si è ampliata dalla città all’ambito regionale e nazionale.

Nell’estate 2002 ho contribuito a promuovere la mobilitazione contro la legge Cirami, sul cosiddetto legittimo sospetto, da cui è nata nel settembre la straordinaria manifestazione di piazza San Giovanni a Roma: un milione di cittadini che da tutta Italia hanno accolto l’appello in difesa della Costituzione.

Sono stato invitato a numerosi dibattiti pubblici promossi in tutto il paese da partiti, associazioni e in particolare dai gruppi spontanei che andavano nascendo. In questi primi anni di iniziativa corale in cui il protagonismo civile ha moltiplicato le sue voci, ho collaborato intensamente a numerosi organi di stampa: L’Unità, Micromega, il Manifesto, la Rivista del Manifesto, la Rinascita, Avvenimenti, Carta, il Tirreno. Presso l’editore Garzanti è uscito nel ’94 il mio libro dal titolo "La spina nel fianco. I movimenti e l’anomalia italiana". Sono stato candidato per le elezioni europee nella lista aperta " Di Pietro-Occhetto-Società civile".

Negli anni successivi ho partecipato a varie iniziative per la costruzione di una nuova sinistra, tentativi tutti in vario modo narcotizzati e spenti dalla classe dirigente della stessa sinistra. In vista del referendum sulla riforma costituzionale imposta in aula dal centrodestra, ho contribuito alla fondazione della Carovana per la Costituzione, un’associazione nata allo scopo di far conoscere e difendere la Costituzione vigente. La Carovana ha fatto parte del Comitato Nazionale per la Costituzione presieduto del Presidente Scalfaro, ma ha anche dato vita a iniziative autonome sempre con lo stesso obbiettivo.

Nel 2006 ho contribuito alla fondazione di Liberacittadinanza, associazione che raccoglieva l’esperienza dei Girotondi e dei movimenti affini. Negli ultimi due anni (2006-2008), come portavoce di Liberacittadinanza, ho partecipato ai tentativi di costruire un coordinamento nazionale dei movimenti e delle liste civiche, in vista di una Lista civica nazionale in grado di proporre una rappresentanza politica indipendente alla vasta porzione di elettorato che non si può riconoscere nei partiti esistenti. Il tentativo è stato temporaneamente sospeso a causa della repentina crisi di governo e dei tempi con cui si giunge al voto dell’aprile 2008, troppo stretti per permettere la presentazione di una lista indipendente.

Ho accettato la proposta di Italia del Valori di candidarmi come capolista al Senato in Toscana, e tra i primi dieci in Lombardia e Lazio, per dare un contributo utile al raggiungimento del premio di maggioranza necessario per battere il centrodestra, per contrastare nell’assemblea elettiva i tentativi di stravolgere in senso presidenzialista la Carta Costituzionale, per cancellare le leggi speciali imposte dal centrodestra tra il 2001 e il 2006, per porre fine all’anomalia istituzionale di un monopolista televisivo al vertice del potere politico, condizione inammissibile in qualsiasi altra democrazia occidentale.

Il soprannome
Il soprannome Pancho viene da una semplice tradizione familiare. Il mio bisnonno paterno originario di Sant’Ilario nell’isola d’Elba, faceva il capitano di mare sulla rotta tra l’Italia e il Venezuela, dove si parla spagnolo. Il suo primo figlio ebbe il nome di Francesco all’anagrafe, ma secondo l’appellativo familiare spagnolo venne chiamato Pancho. Il nonno Pancho fu professore di anatomia comparata, sindaco di Pisa prima del fascismo e anche presidente della società di calcio cittadina. Il soprannome è passato inseguito dal nonno a me, che non l’ho mai conosciuto se non nelle foto di famiglia e nei racconti familiari.

Interessi personali
Le passioni private non dovrebbero essere oggetto di esibizione. Tuttavia se come candidato devo svelarmi, posso dire che il mio interesse più costante va alla letteratura, alla musica, alla osservazione del paesaggio, al mare. Ma nella mia esperienza personale ha contato moltissimo la pratica dei lavori manuali: agricoli (vangare, potare, piantare), edilizi (murare, posare pavimenti. fare tetti e camini, intonacare), la falegnameria per il bricolage familiare, e quand’ero più giovane la manutenzione della motocicletta (senza lo Zen).






Nota sull’esperienza politica
La mia esperienza politica attiva è concentrata in due fasi separate. Dopo l’alluvione di Firenze nel 1966 ho contribuito come moltissimi altri studenti a salvare i libri della Biblioteca nazionale, poi a dare una mano nei quartieri popolari più danneggiati. Ho partecipato al movimento studentesco del ’68, che a Firenze è in realtà cominciato proprio nel dopo alluvione, e negli anni successivi all’attività del gruppo Potere operaio.

Nel ’73 ho lasciato l’impegno diretto e mi sono dedicato allo studio e alla ricerca. Da allora ho rivolto alla politica un interesse costante ma da osservatore esterno. Ho sentito il dovere di impegnarmi attivamente nella politica da quando Berlusconi ha rivolto le sue prime azioni di governo contro la magistratura per impedire la celebrazione dei processi che lo vedevano imputato, e a favore di se stesso per rafforzare il proprio monopolio sull’informazione.

Created by mariaricciardig
Last modified 16-03-2008 10:56
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