Skip to content

Pancho Pardi

Personal tools
You are here: Home » PROGRAMMA » PROGRAMMA
Blog Pardi,Colombo,Giulietti Piazza del Dissenso

Segnalibri lato 2

Libri di Pancho Libro Pancho
 

PROGRAMMA

Document Actions

Il programma elettorale è un elenco di promesse. In un recente articolo sul Corriere Giovanni Sartori ha distinto in tutti i programmi elettorali dei partiti due elenchi ben diversi. Uno è propagandato con la massima diffusione; ha la funzione di attirare voti ed è un elenco di promesse quasi sempre impossibili da mantenere. L’altro invece viene tenuto più o meno nascosto ed è l’elenco delle cose necessarie e sgradevoli che i partiti saranno costretti a fare, ma che non è detto siano in grado di fare.
L’elenco che presento qui sotto sfugge a questa definizione, perché non ho la possibilità di fare alcuna promessa, realizzabile o no che sia. Posso semplicemente indicare i temi su cui ho intenzione di esercitare una pressione, le leggi che, col sostegno della libera cittadinanza cercherò insieme a IdV di realizzare.

Poiché dal 1994 un soggetto ineleggibile e incompatibile con l’esercizio del potere politico è diventato presidente del consiglio e poi capo dell’opposizione, l’Italia non è un paese democratico normale. Il primo compito è dunque ricostruire la

  1. La salute della Repubblica
    • Ineleggibilità e incompatibilità con l’esercizio del potere politico per chi ha il possesso o il controllo di mezzi di comunicazione.
    • Legge sul conflitto d’interessi che separi in modo rigoroso ruoli elettivi e interessi privati, esercizio del potere politico e interessi privati, ruoli elettivi e incarichi di rilievo pubblico.
    • Abolizione del duopolio televisivo Rai-Mediaset. Sottrazione delle reti pubbliche al controllo dei partiti. Moltiplicazione delle reti private con una pluralità di soggetti in condizioni di parità.
    • Abrogazione di tutte le leggi ad personam, perché lesive del principio di uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge.
    Ristabilita la minima normalità democratica il criterio fondamentale cui tutto il Parlamento dovrebbe attenersi è la

  2. Difesa e attuazione della Costituzione
    • Difesa e attuazione della Costituzione soprattutto nei suoi principi progressivi: eguaglianza dei diritti e dei doveri, giustizia sociale. La questione non è affatto teorica e ha una sua concreta applicazione sul piano del fisco. L’articolo 53 della Costituzione stabilisce la progressività dell’imposizione fiscale (chi ha di più deve pagare di più). Oggi invece il fisco ha una progressività al contrario: il lavoro dipendente paga all’origine fino all’ultima lira, moltissimi soggetti titolari di attività indipendenti sono liberi di decidere se e quanto pagare.
    Altro criterio fondamentale che dovrebbe essere riconosciuto da tutti è la

  3. Laicità dello stato
    • Principio essenziale in tutte le questioni di rilevanza etica
    Sempre tra i criteri fondamentali sta il :

  4. Rispetto dell’articolo 11 della Costituzione
    • Sulla cui base l’Italia ripudia la guerra come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali. Di conseguenza gli interventi delle forze armate all’estero devono essere limitati ai casi autorizzati dall’ONU, il che non esclude che l’Italia possa esercitare una influenza critica su quelle decisioni.
    La politica italiana è malata in profondità. La guarigione definitiva può essere frutto solo di una lunga elaborazione culturale. Ma per incominciare la cura sono necessarie fin da ora alcune

  5. Misure contro la riproduzione delle oligarchie politiche
    • Forte riduzione degli stipendi per tutti i ruoli elettivi (stato, regione, provincia, comune e circoscrizioni)
    • Incompatibilità tra diverse cariche elettive (ad esempio sindaco e parlamentare europeo)
    • Limite ragionevole al numero dei mandati elettivi (due) Chi giunge alla fine dei mandati elettivi non può assumere incarichi di rilievo pubblico se non dopo la durata di un’altra intera legislatura (per evitare facili pensionamenti dorati)
    • Rendere impossibili le consulenze esterne su tutti gli argomenti di competenza dell’ente pubblico proponente (è un taglio deciso al tessuto politica-affari)
    • Massima trasparenza in tutti i settori economici tradizionalmente inquinati dalla criminalità organizzata
    L’iniziativa per limitare il potere delle oligarchie comporta anche la

  6. Lotta agli sprechi
    • Tagliare enti inutili, impedire appalti senza gara, impedire la levitazione dei prezzi a lavori iniziati, cominciare almeno a intaccare la spesa degli enti pubblici a fini di consenso sociale (che ci fanno 30.000 forestali in Sicilia?)
    Collegata a questa ma ancora più decisiva è la

  7. Lotta alle mafie
    • Nelle regioni del centro-nord le mafie entrano nel ciclo economico sia come soggetti investitori, con grande disponibilità di liquidi, sia come imprenditori diretti in alcuni settori guida (edilizia, cemento, cave di inerti). Qui è necessaria la massima sorveglianza da parte degli organi dello stato e la massima attenzione da parte delle comunità per evitare connivenze involontarie.
    Fino a questo punto gli elementi di programma sono in fondo tentativi di recuperare una normalità. Tra le questioni attuali più pressanti, e più preoccupanti nel futuro, sono i temi successivi:

  8. Problemi del lavoro
    • Prestiti d’onore a tassi minimi per chi vuole cominciare un’attività, corsi specialistici di formazione a nuovi lavori, salario minimo garantito ai disoccupati con clausole relative all'accettazione dei lavori proposti, apertura di nuove forme di occupazione nei settori della salvaguardi ambientale, delle energie rinnovabili e della gestione rifiuti verso il massimo riciclaggio.
  9. Ricerca e scuola pubblica
    • maggiori risorse
  10. Ambiente La salvaguardia ambientale si può articolare in diversi gradi a seconda dell’ambiente di riferimento.
    • Massima protezione verso gli ambienti finora non intaccati nella loro consistenza naturalistica.
    • Massima cura dei paesaggi agrari con particolare attenzione ai caratteri storici (insediamento e tessuto fondiario) per evitare forme insediative estranee alle culture locali.
    • Limiti severi alle inutili espansioni delle città e al proliferare delle campagne urbanizzate.
    • Risanamento e restauro dei territori inquinati e degradati.
  11. Beni comuni
    • Fanno parte dell’ambiente ma meritano una nota a parte perché nella logica del neoliberismo dominante dovrebbero tutti essere sottoposti, in nome di una sedicente efficienza, a vari processi di privatizzazione. Dunque è necessario ribadire la più convinta opposizione a tutti i processi di privatizzazione dei beni comuni, che proprio perché comuni devono restare pubblici ed essere sottoposti a decisioni su cui sia in grado di influire la libera opinione dell’intera cittadinanza.
  12. Crisi energetica
    • Diffusione a tappeto delle tecniche per l’uso delle energie rinnovabili (solare termico e votovoltaico, eolico): piccoli impianti casa per casa, quartiere per quartiere, al fine di stimolare la partecipazione diretta dei cittadini e la diffusione di una cultura comune.
  13. Gestione rifiuti
    • Educazione alla raccolta porta a porta, con il metodo della ripartizione differenziata al fine di raggiungere il massimo del riciclaggio.
    • Và plasmata un’intera mentalità: dalla progettazione, che fin dall’inizio deve porsi il problema dello smaltimento, fino al riciclaggio finale.
    • Limitare l’uso dell’incenerimento solo alle situazioni d’emergenza.

Created by mariaricciardig
Last modified 18-03-2008 14:53

Cosa sono i programmi?

Posted by Drago at 26-03-2008 13:26
Ciao Francesco, ti scrivo da profano della politica ma francamente dopo due mesi di "militanza" non riesco a capirci un granchè. Non riesco a capire attraverso quale metodo "democratico" si possano scrivere programmi e fare promesse elettorali chiusi in delle stanze, con persone "intellighenti" che ti ascoltano. Come si può fare politica senza conoscere ed analizzare i bisogni reali di una organizzazione, di un piccolo imprenditore, di uno studente..ecc. senza scendere "sul campo". Per conoscere bisogna chiedere, agire, dibattere, fare dei gruppi, somministrare questionari, così possono emergere i bisogni di un individuo, di una azienda e di una società. La lezione di Kurt Lewin sulla ricerca-azione dovrebbe essere il paradigma di riferimento della politica italiana, solo così possiamo uscire dalle lobby, dal corporativismo e dagli interessi ad personam. Il politico non è una figura onnisciente ed onnipotente attraverso cui la genetica gli ha donato la capacità aprioristica di prendere decisioni!! Solo attraverso il dato esperenziale e fenomenico il politico può essere uno strumento straordinario di democrazia. La "rimozione" dell'aspetto metodologico in politica è altro aspetto di abuso di potere da parte della classe dirigente. I passaggi sono semplici ma mancano completamente: esperienza, analisi dei bisogni, progetti in relazione a quelle determinate esigenze, investimenti sulle risorse umane...queste sono le basi della democrazia, non scendere sempre a compromessi con quel comitato o quella lobby che avanza richieste assurde, ma andare, per esempio, nelle scuole e chiedere: "Come state? Di cosa avete bisogno?". Altrimenti si rischia di alienare quelle parti di società che non hanno il bisogno di lucro e di profit e che non protestano avanzando delle richieste specifiche, e proprio i giovani in questa "macchina anti-metodologica" ne escono con le ossa rotte e fortemente penalizzati, perchè li avete emarginati. Tanto a dispetto di voi sessantottini, questi non protestano, non spaccano, non sparano, non litigano ma stanno delle ore a chattare, a bloggare, ad intopare sul cellulare, quindi i loro bisogni reali chi li conosce? Lo psico-nano??
La società è una gestalt, un cerchio non dei pezzi confusi che si mettono insieme creando forme geometriche ignobili, frutto di soli interessi speculativi.
Un programma per essere "serio" dovrebbe essere una pagina bianca che scriverà solo quella persona a cui si andrà a chiedere di cosa ha bisogno per migliorare la sua qualità della vita e del lavoro, al di là di inutili ideologie ed obsolete terminologie (destra, centro-sinistra, moderato, centro-giù,..)
Grazie per la e-mail personale che mi hai gentilmente mandato, ce ne fossero di persone come te ;)
In bocca al lupo per tutto!!

Ah dimenticavo...

Posted by Drago at 26-03-2008 17:42
Un ultima cosa ti aspettiamo a Viareggio a braccia aperte perchè sono le persone "fuori dal coro" critiche e polemiche come te che hanno fatto decidere tanti giovani di, finalmente, alzare il sedere dalla sedia per partecipare attivamente e lottare contro la "politica del privilegio". Grazie




« August 2010 »
Su Mo Tu We Th Fr Sa
1 2 3 4 5 6 7
8 9 10 11 12 13 14
15 16 17 18 19 20 21
22 23 24 25 26 27 28
29 30 31        

Informazioni sul Film di Claudio Lazzaro Informazioni sul Film di Claudio Lazzaro

Pieghevole interno
 
 

Powered by Plone

This site conforms to the following standards: