Olimpiadi a Roma nel 2020? No grazie.

gennaio 25, 2012 in I miei articoli

L’idea di celebrare le Olimpiadi a Roma nel 2020 mi sembra l’ultimo prodotto di una pessima tradizione italiana. Approfittare di un evento eccezionale per stabilire linee guida di progettazione e gestione urbanistica che dovrebbero essere invece incardinate nella normale continuità. Pare che pianificazione del territorio e urbanistica siano praticabili solo a scadenze occasionali e straordinarie: Mondiali di calcio, di nuoto, di sci e di chissà cos’altro, Giubilei, Olimpiadi.

Questa prassi malefica viene difesa da qualcuno con il ritornello: ma alla fine la città avrà opere pubbliche utili anche per i tempi successivi. L’esperienza dimostra spesso il contrario. Basta pensare agli effetti dei Mondiali di nuoto: piscine più lunghe di 50 metri, altre coperte da soffitti crollanti, tutte inutilizzabili, altre costruite in aree protette (vedi Corrado Zunino, “Sciacalli”, Editori Riuniti). A parte i casi grotteschi, ci si può sempre chiedere perché opere ritenute necessarie debbano aspettare l’evento eccezionale per essere realizzate.

In realtà l’evento eccezionale risveglia appetiti eccezionali di numerosi roditori privati abilissimi nel gestire relazioni nel contesto delle opere pubbliche. E questo spiega perché in Italia i costi lievitino al di sopra di qualsiasi ragionevole previsione e risultino sempre assai più alti al confronto con tutte le altre esperienze europee. E’ abbastanza per opporsi. Olimpiadi a Roma nel 2020? No grazie.

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Giglio: Comincia l’estrazione del gasolio. E l’olio dei motori?

gennaio 24, 2012 in I miei articoli

 

Venerdì 20 ho preso il traghetto per l’isola del Giglio e ho potuto avere un rapido contatto con l’unità di crisi. Tutto l’anfiteatro di banchina del porto è occupato dalle varie funzioni attivate: tende, capannoni, mezzi terrestri e nautici. Lavoro intenso e ordine. Ho parlato col comandante dei Vigili del Fuoco che coordina l’intera operazione. Ho avuto l’occasione di partecipare a una riunione di coordinamento degli scienziati che tengono sotto controllo gli spostamenti dello scafo sbandato sugli scogli.

Ne ho ricavato l’impressione confortante di una comunità scientifica impegnata a risolvere problemi. Vengono usati sette diversi sistemi di misura, in grado di rilevare sia spostamenti di centimetri sia vibrazioni di centinaia di unità per secondo. La nave poggia su almeno tre speroni di granito affioranti da un letto di sabbia inclinato di circa 14 gradi. Poche decine di metri più a largo una scarpata ripida scende fino a circa settanta metri di profondità. Lo scafo è sottoposto a torsioni dovute alla massa d’acqua che l’ha invasa. Continua a leggere →

Porcellum: liberiamoci di questa legge una volta per tutte

gennaio 11, 2012 in I miei articoli

Questione referendum sulla legge elettorale. Non sappiamo ancora che cosa deciderà la Corte Costituzionale: rigetterà i quesiti o li considererà ammissibili?

Senza entrare nel gioco delle previsioni, sostengo che se anche la Consulta negasse la validità del referendum non sarà in ogni caso possibile impedire ai cittadini di pensare il peggio possibile della “porcata” di Calderoli. Comunque vada si dovrà trovare il modo di cancellare una legge infame. E se il Parlamento si dimostrasse incapace di farlo mostrerebbe agli elettori tutta la sua impotenza o la sua ignavia.
Per molti è perfino diventata luogo comune la critica più diffusa: la legge non permette la scelta degli eletti da parte degli elettori. E’ vero ma tutti si dimenticano che anche prima le possibilità di scelta non erano meravigliose. Ricordo amici laici di Roma costretti a votare Ciccardini, uno dei più accaniti antiabortisti. E ricordo elettori di sinistra di vari quartieri fiorentini costretti a votare per Dini, che non pensò neanche a ringraziarli.
Ritengo che l’aspetto peggiore  della legge elettorale in vigore sia il suo inverosimile premio di maggioranza. Poiché non c’è un limite minimo, nel frastagliato mondo politico italiano una coalizione potrebbe vincere con il 35 o addirittura col 30 per cento e ottenere comunque il 54 per cento dei seggi. Vorrei che fosse chiaro che la differenza tra le due cifre sarebbe il prodotto non di una volontà del corpo elettorale ma di un artificio della legge che consegna un potere smisurato a elettori inesistenti. Fino al 35 o 30 per cento i seggi sarebbero espressione di voti popolari effettivi, mentre da lì fino al 54 per cento i seggi sono prodotti dal voto di nessuno. Ciò nega all’origine la validità della definizione di “legge proporzionale” che la Calderoli usurpa. Infatti essa cancella del tutto la proporzione tra voti e seggi. Altro che una testa un voto. Qui abbiamo per chi vince una testa e un voto e mezzo, per chi perde una testa e mezzo voto.
Liberiamoci di questa legge una volta per tutte.

Monti, sospensione o restaurazione della democrazia?

dicembre 21, 2011 in I miei articoli, MicroMega, Riflessioni

Vorrei condividere con voi questo articolo pubblicato su Micromega con le mie riflessioni sul tema della democrazia sospesa

Ora ci tocca perfino discutere della “democrazia sospesa”. Che la Lega oggi voglia enfatizzare la sua opposizione gridando perfino al colpo di stato si può capire. Si può dubitare che spararle sempre più grosse abbia reale efficacia, ma sta alla Lega decidere di correre il rischio di perdere credibilità.

Ma che all’interno del centrosinistra e della sua opinione pubblica si ceda alla tentazione di ammettere che il governo Monti usurpi il ruolo di un governo legittimo mostra una preoccupante mancanza di senso delle proporzioni. Continua a leggere →

Elezioni anticipate? Un disastro per l’Italia, estrema speranza per le vedove di Silvio

novembre 17, 2011 in I miei articoli, Riflessioni

Mario MontiIn questo articolo pubblicato su Domani mi interrogo su quali dovrebbero essere, a mio parere, le priorità del nuovo Governo: 1) una vera legge sul conflitto di interesse; 2) imposizione fiscale progresiva; 3) rilancio di informazione e ricerca; 4) una politica concreta per la gestione del territorio; 5) cambiare la legge elettorale.

Finalmente stiamo uscendo dall’incubo. Esclusi quelli che sanno prevedere il futuro, chi, qualche mese fa, avrebbe potuto essere sicuro del crollo rovinoso di Berlusconi? Poco meno di un anno fa, 14 dicembre 2010, alcuni miserabili si erano fatti comprare per rimediare i buchi aperti nella maggioranza e questa, arrangiata e posticcia quanto si vuole, sembrava destinata a durare.
Ma la crisi del capitalismo si è tradotta in Italia, destino ironico, nella sconfitta del capitalista più ricco e potente. Governo commissariato, ma soprattutto presidente del consiglio commissariato. E non è bastato. Pena l’incombere sempre più prossimo della bancarotta, ha dovuto farsi da parte. Era entrato in politica per salvare la bottega, ora per lo stesso motivo è stato costretto a uscirne.

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La mia lettera ai colleghi sul Governo Monti

novembre 14, 2011 in Riflessioni

Giorni fa ho indirizzato una lettera all’ufficio di presidenza e ai miei colleghi parlamentari, in cui esprimo la mia personale opinione in merito alla posizione dell’Italia dei Valori sul governo Monti.
Ve la propongo di seguito…

All’ufficio di presidenza e ai colleghi parlamentari,

Mi aspettavo che l’ultima riunione di partito affrontasse i problemi incombenti della situazione politica complessiva. Così non è stato. Nell’impossibilità ormai di farlo in una conversazione diretta affido a questo breve scritto ciò che mi sembra essenziale per una scelta utile al paese e al partito.

Intendo portare qualche argomento a sostegno di un nostro voto a favore dell’eventuale governo Monti, accompagnato dalla scelta di non entrarvi.

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Benvenuti

novembre 12, 2011 in Riflessioni

Francesco PardiQuesto Blog rinnovato ha una funzione scaramantica. Dopo tre anni e mezzo di legislatura fallimentare la maggioranza di Berlusconi si è dissolta. Ciò aumenta i compiti e i doveri di tutti coloro che hanno animato l’opposizione.

Ora è necessario rafforzare l’esercizio della critica ma anche elaborare interpretazioni e proposte per guidare il paese fuori dalla rovina economica da cui è minacciato.

Il dialogo in rete dovrebbe essere sempre meno sfogatoio di autocoscienza e sempre più artigianato di fantasia creativa.

Come uscire dall’ultima trappola del Caimano

novembre 9, 2011 in I miei articoli, MicroMega

In questo articolo scritto per Micro Mega nella prima metà di Novembre, rifletto sul potenzialmente pericoloso rinvio delle dimissioni di Berlusconi e sull’importanza del vegliare affinché siano rassegnate. Questo mi porta necessariamente a gettare uno sguardo sulle sfide che ci attendono…

Ci siamo liberati di Berlusconi oppure no? Mi sembra che dovremo ancora fare uno sforzo, in condizioni sempre più difficili.

Avrebbe dovuto già dare le dimissioni dopo la prima bocciatura sul Rendiconto dello Stato. In precedenza, Andreotti e Goria l’avevano fatto.

Dal Quirinale gli è stata concessa la facoltà di risolvere il pasticcio che aveva creato. E questo ha prodotto l’impossibile: il Senato ha dovuto votare una seconda volta ciò che aveva già votato. Cose mai viste. Riapprovato al Senato il Rendiconto è tornato alla Camera, dove avrebbe dovuto attendere sei mesi per essere rimesso in votazione. Ma qui, obbligate dal senso di responsabilità per il furioso avanzare della crisi finanziaria, le opposizioni non hanno potuto negare l’assenso a una votazione anticipata, contro il regolamento.

Ieri il voto alla Camera ha mostrato l’insufficienza della maggioranza. Mentre prima aveva rubato tempo per accelerare l’approvazione dell’atto dovuto, ora Berlusconi invece di dare subito le dimissioni sottoscrive l’impegno a darle appena sarà approvata la legge di stabilità. Ruba tempo al contrario, per allontanare di qualche settimana l’uscita da Palazzo Chigi. La responsabilità addossata alle opposizioni per fronteggiare il ciclone finanziario non vale per lui, libero di allontanare il momento in cui si dovrà affrontare il rischio di fallimento.

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Renzi? Un ottimo candidato di centrodestra

ottobre 31, 2011 in I miei articoli, MicroMega

Matteo Renzi cc credits Michele Ficara ManganelliIn questo articolo di fine Ottobre su Micro Mega non posso non affrontare la questione Renzi “dopo il “Big Bang”. In particolare mi concentro sulla sua “doppia anima”: quella evidente di Sindaco e quella che invece viene svelata dalle sue opinioni politiche sul piano nazionale.

Il Big Bang di Renzi ha suscitato molto interesse. Sulla stampa quotidiana paginate intere. Ma non è motivo di stupore. È da parecchio tempo che il sindaco di Firenze, ancora prima di diventare sindaco, è presente nella carta stampata e in televisione. E negli ultimi tempi sempre di più.

Si può immaginare che il motivo principale sia la sua sfida alla classe dirigente del Pd: la gioventù contro i brontosauri, che non si estingono da soli se qualcuno non gli dà una spintina.

Ora Renzi non è affatto il primo a criticare la classe dirigente. Anzi arriva buon ultimo, ma accolto con grandi speranze dalla stampa che aveva invece riservato alla pluralità delle critiche precedenti sospetto e insofferenza, insieme a qualche riflesso protettivo verso i big (senza bang) del centrosinistra. Per quanti anni la stampa ha agito in base al principio di cautela: come si potrà mai fare a meno di D’Alema e Veltroni? Si rischiava l’avventura.

Ora evidentemente l’avventura piace.

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Legge Reale bis, una proposta preoccupante

ottobre 18, 2011 in I miei articoli, MicroMega

Manifestazione cc credits nimzilvio

Su Micro Mega, con questo pezzo di metà Ottobre, ho toccato il delicato tasto della Legge Reale bis invocata da Di Pietro. Seppur espediente mediatico per porre l’accento su una situazione drammatica e proporre delle soluzioni, appare discutibile la scelta del riferimento. Ma c’è un motivo di maggiore preoccupazione che ho affrontato qui, ed è il doverne delegare in prospettiva la gestione ad un governo abituato a calpestare la legalità.

Il giorno dopo la manifestazione degli indignati a Roma, rovinata dall’azione dei black block, tra le reazioni dei dirigenti politici spiccava quella di Di Pietro. Invocava una legge speciale contro gli autori di disordini e, a titolo d’esempio, indicava come possibile una Legge Reale bis.

Poiché Di Pietro è il presidente del mio partito, l’affermazione mi preoccupa più che se fosse stata fatta da altri. In primo luogo, il termine “legge speciale” ha sempre, sotto il profilo costituzionale, connotati negativi. E infatti le leggi speciali vivono sempre sui confini della legittimità costituzionale. E’ anche perciò che nella polemica corrente si sostiene oggi, con fondamento, che le leggi ad personam di Berlusconi sono leggi speciali. In secondo luogo, sono trascorsi 36 anni e nessun giovane oggi può ricordare quella legge del 1975. Reale era repubblicano, ministro di Grazia e Giustizia nel quarto governo Moro.

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